Il 29 maggio le classi terze hanno portato in scena presso il Teatro comunale di Leverano lo spettacolo teatrale intitolato “La Pax Divina”, un’esilarante parodia della “Divina commedia” di Dante Alighieri. Vedere i ragazzi appropriarsi di un pilastro della nostra cultura, smontarlo con ironia e rimontarlo con la freschezza dei loro tredici anni è stato uno spettacolo nello spettacolo. Un grande uomo di teatro, Gigi Proietti, diceva: “Il teatro non è una zona franca della vita, è la vita stessa che si mette in mostra”. Ed è proprio la vita che è andata in scena: Dante, un ragazzo che ha smarrito la retta via, ha conosciuto diavoli e dannati, ma poi è giunto nelle celestiali atmosfere del Paradiso sotto l’amorevole guida di Virgilio e di Beatrice. E il suo viaggio è stato un caleidoscopico susseguirsi di personaggi antichi e moderni: Caronte, Paolo e Francesca, Hitler, Stalin, ma anche Madre Teresa, Malala Yousafzay, Andrea Spezzacatena, Lady Diana, il Giudice Giovanni Falcone, Papa Francesco e addirittura i Ferragnez, Totò Riina, Antonella Clerici con i suoi cuochi pasticcioni!
Spesso si pensa al teatro a scuola come a un momento di puro svago o a un modo per alleggerire i programmi ministeriali. Il teatro ha, in realtà, un valore educativo immenso, quasi magico. I ragazzi non hanno solo memorizzato delle battute, ma hanno imparato a lavorare per un obiettivo comune, a guardarsi negli occhi, ad aspettare il proprio turno, a sostenere il compagno che dimenticava la battuta, a gestire l’ansia del palcoscenico e, soprattutto, a mettersi nei panni dell’altro perché il teatro costringe all’empatia.
Inoltre, questa esperienza ha permesso anche di vivificare lo studio, di riportare in vita personaggi che non ci sono più, di penetrare il senso profondo di un verso, di una canzone, di una lettura.
L’opera è stata il risultato di un lavoro di squadra perché i professori non sono cattedre isolate, ognuno nella propria aula con la propria materia, ma lavorano in sinergia: c’è chi ha scritto il copione, chi ha dipinto scenografie, chi ha coordinato musiche, costumi e canti, lavorando gomito a gomito.
In questo grande gioco di squadra, un ringraziamento speciale va al nostro Dirigente Scolastico, prof. Antonio Saponaro, la sua guida è stata fondamentale nel coordinare la macchina organizzativa e nello stimolare tutti a credere fermamente nel valore del teatro.
Indubbiamente questo palcoscenico ideale poggia su altri due pilastri fondamentali.
Il primo è la comunità cittadina, rappresentata dalle autorità, che regolarmente supportano le nostre iniziative. La presenza costante delle istituzioni dà ai nostri ragazzi la percezione di essere parte di qualcosa di più grande: non si sentono solo studenti, ma cittadini di una comunità che ha cura di loro e li protegge.
Il secondo pilastro, indispensabile, sono le famiglie: le ringraziamo per la fiducia che ripongono nella Scuola, per aver collaborato nella realizzazione dei costumi e per aver condiviso con noi le ansie dell’esibizione.
Infine, il ringraziamento più grande va naturalmente ai ragazzi che durante il primo ciclo di istruzione sono passati attraverso le selve oscure delle loro insicurezze, hanno salito i gradini faticosi del Purgatorio rappresentato dallo studio quotidiano e, attraverso questo spettacolo, ci hanno regalato un pezzetto di Paradiso con la loro gioia e il loro talento.
Come direbbe Dante se fosse tra noi… sono usciti a “rivedere le stelle”.
Buona fortuna, ragazzi, e ricordate che le stelle più luminose siete proprio voi!

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